Valutazione tramite il metodo RULA
Prima di esporre in dettaglio ciò che emerge dall'analisi delle valutazioni
del rischio effettuate con RULA, occorre ricordare che tale metodo evidenzia
il rischio associato principalmente alla postura assunta durante un gesto,
considerando solo marginalmente il tempo in cui essa viene mantenuta o
ripetuta nel ciclo lavorativo. Ciò che si ottiene è pertanto una "fotografia
istantanea" caratteristica del compito osservato.
Il metodo, applicato all'analisi delle posture in edilizia, comporta una
valutazione puntuale di una realtà che, come già descritto in precedenza,
presenta come elemento peculiare l'estrema variabilità di posizioni e gesti
anche nella stessa lavorazione. L'indagine è stata condotta in termini
cautelativi, analizzando la postura più ricorrente e più gravosa nell'ambito
del compito lavorativo considerato per ognuna delle cinque mansioni
indagate.
Nelle considerazioni che seguono, i punteggi finali risultanti dal calcolo,
corrispondenti a diversi livelli di azione, sono stati raggruppati in tre
classi coincidenti con altrettante fasce di rischio:
 | punteggio 7÷5 → rischio presente (nelle figure nei colori
rosso-arancio) |
 | punteggio 4÷3 → rischio dubbio (nelle figure in colore giallo)
|
 | punteggio 2÷1 → rischio assente (nelle figure in colore verde)
|
Ferraioli
La ricerca ha messo in rilievo che il 72% del campione si colloca nel campo
caratterizzato da "rischio presente" (figura 5.3.a). Ciò concorda con
l'evidenza sperimentale che indica, nei compiti tipici di tale mansione, la
presenza di posture estreme a cui il metodo associa un punteggio elevato,
quali la flessione ed eventualmente l'abduzione delle braccia, con
conseguente sollecitazione dell'articolazione scapolo-omerale, a cui si
associano spesso flessione pronunciata del busto e/o estensione pronunciata
del collo come nel caso dei seguenti compiti:
 | legatura in basso |
 | legatura in alto |
Il 28% del campione è risultato invece esposto ad un "rischio dubbio"
che, come accertato da indagini suppletive, si riferisce a compiti eseguiti
con posture congrue, che non apportano aggravio a carico del sistema
muscolo-tendineo, quali:
 | piegatura meccanica dei tondini |
 | legatura ad altezza addome dei ferri |

Figura 5.3.a. Ferraioli: distribuzione percentuale del rischio secondo
RULA
Carpentieri
Le evidenze sperimentali mostrano che circa il 40% del campione può essere
inquadrato nella fascia caratterizzata da "rischio presente", mentre la
parte rimanente (60%) ricade in condizioni di "rischio dubbio" (figura
5.3.b).
Tale determinazione (esposizione al rischio) è dovuta ai seguenti compiti
lavorativi:
 | taglio a misura del legname |
 | inchiodatura |
Infatti, analogamente a quanto osservato per i ferraioli, se tali
operazioni vengono svolte su un piano di lavoro particolarmente alto o
particolarmente basso, comportano l'assunzione di posture estreme del collo,
del busto e delle spalle con ulteriori sollecitazioni dell'articolazione
scapolo-omerale. Ciò non avviene quando il piano di lavoro si trova a
livello dell'addome.

Figura 5.3.b. Carpentieri: distribuzione percentuale del rischio secondo
RULA
Muratori
Nel caso dei muratori la ricerca ha evidenziato che la quasi totalità del
campione esaminato, ovvero l'83% circa, risulta collocabile nella fascia
caratterizzata da "rischio presente" (figura 5.3.c) durante la costruzione
di pareti. Tale operazione prevede i seguenti compiti:
 | posa calce |
 | posa elementi |
che comportano una particolare sollecitazione del polso e del gomito
dovuta a posture incongrue accoppiate all'applicazione di forza nella
movimentazione degli elementi costituenti la parete.
Per i lavoratori adibiti a compiti di supporto (17% circa), il rischio
risulta invece incerto.

Figura 5.3.c. Muratori: distribuzione percentuale del rischio secondo
RULA
Intonacatori
Anche nel caso degli intonacatori, lo studio ha evidenziato che l'82% del
campione esaminato risulta esposto a rischio (figura 5.3.d). La causa va
ricercata principalmente nello svolgimento del compito di rasatura delle
pareti comportante elevata ripetitività, piegamenti estremi del polso,
movimenti bruschi del gomito, ricorrenti posizioni delle braccia in
abduzione ed infine, notevole uso di forza nell'applicazione della miscela
di rasante alla parete.
Il restante 18% del campione ha, invece, evidenziato un rischio moderato,
con riferimento a compiti quali:
 | applicazione meccanica dell'intonaco |
 | miscelazione dei prodotti da applicare |
spesso affidati agli assistenti.
Per l'applicazione meccanica dell'intonaco occorre però puntualizzare che,
considerando solo l'arto che sorregge maggiormente la lancia, si ricade
nuovamente nella fascia a rischio a causa della forza applicata con l'arto
impegnato nell'operazione.

Figura 5.3.d. Intonacatori: distribuzione percentuale del rischio secondo
RULA
Tinteggiatori
I risultati ottenuti mostrano che il 74% del campione esaminato risulta
esposto a rischio, mentre il restante 26% non risulta esposto (figura
5.3.e).
Tale risultato va interpretato alla luce di alcune considerazioni:
 | i valori più alti dell'indice sono sempre emersi, per la mansione in
analisi, nell'operazione di tinteggiatura del soffitto, sia manuale che
meccanica, che comporta per l'operatore posture gravose del collo e
dell'articolazione scapolo-omerale; |
 | la tinteggiatura meccanica si colloca sempre nel campo più alto del
valore dell'indice eccetto in un unico caso, in cui la metodologia
lavorativa del soggetto osservato prevedeva il protrarsi per lunghi
periodi della tinteggiatura della fascia centrale della parete (ad altezza
uomo), senza perciò impegnare il tronco e gli arti superiori in posture
incongrue; |
 | la tinteggiatura manuale è, invece, equamente distribuita tra i due
campi del valore dell'indice, in dipendenza della sua esecuzione su pareti
interne o esterne. In questo secondo caso risulta più gravosa in quanto le
posture assunte dalle braccia sono condizionate dalla presenza del
ponteggio esterno che crea impedimento al normale scorrere dell'utensile
usato (rullo, pennellessa, etc.). |

Figura 5.3.e. Tinteggiatori: distribuzione percentuale del rischio
secondo RULA
In conclusione, l'analisi globale dei dati evidenzia come per tutte le
mansioni indagate si è ottenuto in elevata percentuale un indice di rischio
medio-alto, con la sola eccezione dei carpentieri, che ricadono
principalmente nella fascia di rischio dubbio. Tale categoria presenta la
particolarità di configurarsi con caratteristiche diverse nei cantieri di
edilizia residenziale e nei cantieri infrastrutturali, dove alla
tradizionale carpenteria in legno si associa l'utilizzo di casseri di
acciaio prefabbricati, che prevedono il posizionamento ed il serraggio dei
giunti piuttosto che il taglio e l'inchiodatura della carpenteria classica.
In alcuni dei casi osservati relativamente ai compiti di applicazione
dell'intonaco o della vernice effettuati con l'ausilio di attrezzature
meccaniche, rispettivamente da intonacatori e da tinteggiatori, in
condizioni posturali analoghe, si ottengono indici RULA differenti. Ciò
scaturisce dal fatto che nessuno degli intonacatori osservati svolge il
compito di applicazione meccanica dell'intonaco sul soffitto con aggravio
del sistema osteo-articolare, cosa che invece avviene nel caso dei
tinteggiatori. Inoltre le modalità operative del singolo soggetto
(impugnatura della lancia, direzione impartita al getto, ecc.) possono
influenzare significativamente il risultato con l'introduzione di suppletivi
fattori aggravanti.
Allegato 5.3.a: indici di rischio RULA ottenuti per ciascun compito da
tutti i lavoratori indagati.
Valutazione tramite CHECK LIST e OCRA
Gli indici di rischio valutati attraverso i protocolli OCRA Index e Check
List possono essere confrontati tra loro avvalendosi della Tab.5.3.a.

Tabella 5.3.a. Corrispondenza dei punteggi tra Check List ed OCRA Index
[66], [29]
Nella Tab.5.3.b vengono illustrati i valori degli indici di rischio
calcolati per mezzo dei due metodi sopra citati. In essa compaiono, per
ciascun lavoratore operante in un determinato cantiere ed afferente ad una
determinata mansione, gli indici calcolati rispettivamente con i protocolli
OCRA Index (in colore rosa negli istogrammi) e Check List (in colore azzurro
negli istogrammi).

Tabella 5.3.b. Indici di rischio relativi a ciascun lavoratore (continua)
.GIF)
Tabella 5.3.b. (segue) Indici di rischio relativi a ciascun lavoratore
.GIF)
Tabella 5.3.b. (segue) Indici di rischio relativi a ciascun lavoratore

Figura 5.3.f. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi
È pertanto possibile, partendo da tali dati, determinare le fasce di rischio
di appartenenza dei vari lavoratori, come mostrato nella Tab.5.3.c e dalla
relativa Fig. 5.3.f. Da una analisi dei valori percentuali riportati in tale
tabella emerge che la valutazione effettuata attraverso la Check List
sottostima il rischio rispetto alla valutazione effettuata con il metodo
OCRA Index. Per mezzo di quest'ultimo metodo si nota infatti che, sul totale
dei lavoratori considerati, aumenta il numero dei casi in cui la fascia di
rischio è più alta rispetto a quella che emerge dalle valutazioni effettuate
con la Check List.

Tabella 5.3.c. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
dei lavoratori considerati
Successivamente, nell'ambito di ciascuna delle cinque mansioni considerate,
è stato determinato il numero di lavoratori che ricadono all'interno di ogni
fascia di rischio. Di seguito verrà quindi analizzata ogni singola mansione.
Ferraioli
Su un totale di 16 ferraioli indagati emerge che la maggior parte di essi
svolge un'attività lavorativa che può essere classificata "a rischio dubbio
o possibile". Risulta inoltre che un ridotto numero di essi svolge attività
classificabili nelle fasce caratterizzate dalla totale assenza e dalla
presenza di rischio. Nessuno di essi effettua lavorazioni che comportano una
elevata esposizione al rischio (Tab. 5.3.d - 5.3.e e Fig. 5.3.g).
Nella Tab.5.3.e compaiono inoltre i valori minimo, medio e massimo degli
indici di rischio determinati attraverso i due metodi. A ciascun valore è
stato attribuito il colore che identifica la corrispondente fascia di
rischio.

Tabella 5.3.d. Indici di rischio relativi ai ferraioli

Figura 5.3.g. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi relativo ai soli ferraioli
Questa mansione è quindi caratterizzata dallo svolgimento di attività
lavorative che comportano, nella media, una esposizione al rischio dubbia o
possibile, per gli addetti, di contrarre nel tempo patologie
muscolo-scheletriche interessanti gli arti superiori. Ciò è dovuto
principalmente alla bassa entità dello sforzo muscolare richiesto agli
addetti per svolgere la mansione. Risultano invece penalizzanti, anche se
solo in modo limitato, la ripetitività del gesto e la postura assunta dai
vari distretti (principalmente polso e gomito; vengono interessate anche le
spalle nel caso di legature alte).

Tabella 5.3.e. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
dei ferraioli
Carpentieri
Il numero di lavoratori indagati che afferiscono a questa mansione è di 14
unità (Tab.5.3.f). Analogamente a quanto detto per i ferraioli, anche in
questo caso il numero di carpentieri la cui attività è considerabile priva
di rischio è decisamente basso, risultando addirittura nullo in seguito alla
valutazione attraverso il metodo OCRA Index. Risulta inoltre minimo il
numero di lavoratori che compiono un'attività caratterizzata dalla presenza
di rischio.

Tabella 5.3.f. Indici di rischio relativi ai carpentieri

Figura 5.3.h. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi relativo ai soli carpentieri
La maggior parte dei carpentieri svolge un'attività a rischio dubbio o
possibile, mentre nessuno di essi effettua lavorazioni che possono definirsi
a rischio elevato (Tab.5.3.g e Fig.5.3.h).
In sostanza, l'entità dubbia o possibile del rischio a cui sono soggetti i
carpentieri dipende dall'ampia variabilità delle lavorazioni da questi
effettuate, che determina una bassa ripetitività, nel tempo, dei movimenti
compiuti. A compiti ciclici (inchiodatura, taglio a misura del legname)
vengono infatti affiancati compiti non ripetitivi, quali la movimentazione
dei materiali, l'allestimento e lo smontaggio dei ponteggi, ecc..
In base alle osservazioni effettuate nei cantieri, il fattore forza sembra
avere un ruolo marginale nella quantificazione del rischio.

Tabella 5.3.g. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
dei carpentieri
Muratori
La maggior parte dei 19 addetti (Tab.5.3.h) effettua un'attività lavorativa
collocabile nella fascia gialla (rischio dubbio o possibile); nessuno dei
muratori indagati svolge lavorazioni che comportano rischio elevato.

Tabella 5.3.h. Indici di rischio relativi ai muratori
Relativamente agli operai che svolgono attività priva di rischio, i due
metodi offrono risultati diversi (Fig.5.3.i): attraverso la Check List
emerge che 6 dei 19 muratori considerati possono

Figura 5.3.i. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi relativo ai soli muratori
essere considerati esenti da rischio, mentre tramite il protocollo OCRA
Index risulta che nessuno di essi ricade in questa fascia. Ciò denota, come
già detto, che il metodo OCRA Index offre risultati a vantaggio della
sicurezza (più severi) rispetto a quelli forniti dalla Check List.
Il rischio risulta contenuto a causa dell'alternanza tra compiti ciclici e
non, dovuta all'ampio spettro di lavorazioni effettuate.
Il parametro che pesa maggiormente sull'entità del rischio, anche se quest'ultimo
risulta ridotto nella maggior parte dei casi, è la forza muscolare richiesta
agli addetti nello svolgimento di alcuni compiti (posa di elementi e
movimentazione).

Tabella 5.3.i. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
dei muratori
Intonacatori
L'analisi effettuata attraverso la Check List evidenzia che la maggior parte
dei lavoratori che afferiscono a questa mansione svolgono attività che
possono essere considerate "a rischio dubbio o possibile" e "a rischio
presente". Il dato è confortato anche dall'analisi effettuata tramite OCRA
Index (Tab. 5.3.j - 5.3.k e Fig.5.3.j).
Anche in questo caso va notata la maggiore severità dell'OCRA Index rispetto
alla Check List: dall'analisi effettuata con quest'ultimo metodo emerge che
tre intonacatori svolgono attività caratterizzate da assenza di rischio,
mentre nessun lavoratore ricade nella fascia che identifica operazioni a
rischio elevato; attraverso il protocollo OCRA Index si ottiene invece un
risultato opposto: nessuno dei 31 intonacatori indagati ricade nella fascia
verde, mentre 5 di essi vengono inquadrati nella fascia rossa.
Anche per gli intonacatori sono stati messi in evidenza i valori minimo,
medio e massimo degli indici ricavati attraverso i due protocolli in
questione.
Gli indici di rischio calcolati denotano pertanto che l'attività propria
della mansione è caratterizzata da una concreta presenza di rischio, la
maggior parte delle volte non elevato.
Dalle osservazioni effettuate in cantiere emerge, nell'ambito dei compiti
svolti dagli intonacatori, una serie di fattori che concorrono all'esistenza
del rischio: la maggior parte dei compiti svolti è infatti caratterizzata da
una certa ripetitività dei movimenti (applicazione dell'intonaco, rinzaffo,
livellatura, rasatura, lisciatura); lo sforzo muscolare richiesto per lo
svolgimento di alcuni compiti (rasatura, livellatura) è inoltre sensibile;
infine, le posture assunte dai vari distretti degli arti superiori (polso,
gomito, spalla) risultano spesso penalizzanti nella determinazione degli
indici di rischio.

Tabella 5.3.j. Indici di rischio relativi agli intonacatori

Figura 5.3.j. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi relativo ai soli intonacatori

Tabella 5.3.k. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
degli intonacatori
Tinteggiatori
La maggior parte dei 14 lavoratori considerati effettua attività che
ricadono nelle fasce di rischio gialla ed arancione (Tab.5.3.m e Fig.5.3.k).
Esaminando i valori degli indici ottenuti (Tab.5.3.l) si nota, anche in
questo caso, che quelli ricavati con il protocollo OCRA Index rendono conto
di un'entità del rischio maggiore di quanto non emerga dall'analisi
effettuata con la Check List. Ciò è evidente anche dal confronto del numero
di lavoratori che svolgono attività a rischio elevato (1 dai dati Check List
e 3 dai dati OCRA Index).

Tabella 5.3.l. Indici di rischio relativi ai tinteggiatori

Figura 5.3.k. Istogramma di confronto delle fasce di rischio calcolate
secondo i due metodi relativo ai soli tinteggiatori

Tabella 5.3.m. Fasce di rischio di appartenenza (secondo i protocolli
Check List ed OCRA Index)
dei tinteggiatori
Risulta poi che nessuno tra i tinteggiatori indagati svolge attività
caratterizzate dalla totale assenza di rischio, la cui entità del rischio
appare quindi concreta anche in questo caso, seppure essa risulti raramente
elevata. Le osservazioni rendono conto di un'alta ripetitività dei gesti
caratterizzante i compiti di carteggiatura e di tinteggiatura con rullo e
con pennello. A ciò si aggiunge l'assunzione di posture spesso incongrue dei
tre distretti degli arti superiori (spalla, polso e gomito) nello
svolgimento dei compiti.
In conclusione, nell'ambito dei turni in cui è stata effettuata
l'osservazione, l'esposizione a rischio da patologie muscolo-scheletriche
degli arti superiori risulta raramente elevata. La maggior parte degli
operai indagati appare soggetta ad un "rischio dubbio o possibile".
Emerge tuttavia che alcune mansioni comportano per gli addetti
un'esposizione a rischio sensibilmente più alta rispetto alle altre. Gli
indici di rischio permettono infatti di asserire che gli intonacatori ed i
tinteggiatori sono i soggetti maggiormente esposti, rispetto ai ferraioli,
ai carpentieri ed ai muratori. Le attività effettuate dai lavoratori che
afferiscono alle prime due mansioni comportano una alta ripetitività dei
gesti ed un uso delle spalle (soprattutto nello svolgimento di fasi
lavorative eseguite ad una certa altezza), dei gomiti e dei polsi
decisamente più pronunciato se confrontate con quelle svolte da ferraioli,
carpentieri e muratori. Nel caso degli intonacatori, inoltre, l'alta
frequenza dei movimenti è concomitante ad uno sforzo muscolare spesso
sensibile ed a posture incongrue.
L'elevato sforzo muscolare richiesto a muratori e carpentieri nello
svolgimento di alcuni compiti contribuisce solo in minima parte
all'incremento degli indici di rischio, in quanto esso è generalmente
richiesto per brevi intervalli di tempo; le attività tipiche di queste due
mansioni prevedono inoltre una ampia variabilità di compiti. Anche per i
ferraioli l'esposizione a rischio è di rado elevata in quanto, ad un'alta
frequenza dei gesti, si associa nella maggior parte dei casi un impegno
muscolare poco pronunciato.
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