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Sintesi Microclima |
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MICROCLIMA Sono i parametri climatici relativi agli “ambienti confinati” che influenzano gli scambi termici tra soggetto ed ambiente di lavoro COMFORT TERMICO è la “condizione mentale che esprime soddisfazione per l’ambiente termico” e dove il mantenimento della “neutralità termica” (omeotermia) viene ottenuto senza dover impegnare eccessivamente il sistema di termoregolazione del corpo umano PER OTTENERE IL “MICROCLIMA IDEALE” BISOGNA INTERVENIRE SU DETERMINATI INDICI MICROCLIMATICI FONDAMENTALI PER OTTENERE IL “COMFORT TERMICO” La temperatura interna costante (omeotermia) del corpo umano deve mantenersi intorno ai 36,7 °C ± 0,2. Se la temperatura interna si altera “troppo” l’organismo, per mantenere tale valore di neutralità termica, mette in azione i suoi meccanismi di termo-regolazione producendo calore o smaltendo il calore in eccesso. TERMOREGOLAZIONE
In ambienti di lavoro troppo caldi, l’organismo reagisce:
· con l’aumento della sudorazione per cedere calore mediante l’evaporazione, attraverso i pori della cute · con la dilatazione dei pori ed un maggior afflusso di sangue alla cute per favorire questo meccanismo · sensazione di disagio dovuta all’umidità relativa molto elevata in aria ed al mancato assorbimento del vapore prodotto
In ambienti di lavoro troppo freddi, l’organismo reagisce:
· con un minor afflusso di sangue alla pelle (vasocostrizione) · abbassando la temperatura cutanea e cedendo quindi meno calore, i pori si chiudono · vengono provocati i brividi, facendo muovere convulsamente i muscoli per produrre calore
I fattori individuali che limitano la capacità dei lavoratori a sopportare il calore sono: · lo stato di salute · il benessere fisico · il regime dietetico · l’obesità · l’età · la razza · il sesso
Le grandezze “personali” oggettive da impostare sono: · il dispendio energetico metabolico (met) (in base alla fatica fisica) · la resistenza termica del vestiario (clo) (in base all’abbigliamento)
I parametri climatici di base (grandezze ambientali) che è necessario misurare per valutare l’ambiente di lavoro sono: · temperatura dell’aria · umidità relativa · temperatura radiante · velocità dell’aria
Gli ambienti termici, in funzione dei parametri rilevati con idonea strumentazione e del grado di intervento dei meccanismi di termoregolazione dell’organismo si distinguono in:
AMBIENTI MODERATI
AMBIENTI CALDI (severi)
AMBIENTI FREDDI (severi)
AMBIENTI MODERATI - indici PMV e PPD Rappresenta il valore medio dei voti di un ampio campione di persone poste nel medesimo ambiente, le quali esprimono la propria sensazione termica soggettiva attraverso un voto che si riferisce alla scala psicofisica di 7 sensazioni termiche: + 3 = molto caldo, + 2 = caldo, + 1 = leggermente caldo 0 = neutro - 1 = leggermente fresco, - 2 = fresco, - 3 = freddo PPD Þ % INSODDISFATTI ET* - TEC Þ scambio termico soggetto/ambiente
AMBIENTI CALDI Indice WBGT rappresenta un controllo generale e complessivo della situazione di esposizione in ambienti caldi in relazione ALLA TUTELA DEI LAVORATORI, IN SITUAZIONI "ESTREME" contro il cosiddetto "colpo di calore" (stress calorico). WBGT Þ STRESS TERMICO ECCESSIVO (pause)
Sudorazione richiesta valutazione di condizioni "non estreme" di esposizione mediante l'indice SWMAX = PORTATA DI SUDORE MASSIMA REALIZZABILE (W/M² O G/H) ð ACCETTABILITÀ della quantità di sudore prodotto, per mantenere la temperatura corporea costante (omeotermia).
Indice HSI (indice di stress calorico) permette di valutare: il livello di comfort in condizioni "normali" - HSI = 0 - il livello di affaticamento/strain - discomfort - HSI = 10 ¸ 90 - il livello di stress termico in condizioni estreme - HSI = > 100 -; in queste situazioni è possibile calcolare un tempo max di esposizione (< 8 ore).
AMBIENTI FREDDI (severi) WCI Þ capacità di provocare raffreddamento o congelamento nel soggetto esposto
POSSIBILI DANNI DA ECCESSO DI CALORE · COLPO DI CALORE · DISIDRATAZIONE · PERDITA DI SALI · IPERPIRESSIA
Temperatura prevista secondo UNI 8852
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| Indice rischi |
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